Zangarbalà

Villaggio di Zangarbalà in Mali
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Situazione al 2008 (prima dell’arrivo di IN-VITA)

Il villaggio ha circa 800 abitanti prevalentemente di etnia Bamana e dispone di alcuni pozzi a grande diametro, tradizionali, poco profondi che si riempiono durante la stagione delle piogge e si asciugano nella stagione secca, già ai primi di febbraio. In questi pozzi l’acqua è perlopiù stagnante ed infetta.

2 sono i “forages” (trivellazioni): uno nel villaggio, inutilizzabile in quanto ostruito da una pompa rotta e dalla sua tubazione precipitate sul fondo durante un tentativo di manutenzione avvenuto prima dell’arrivo di IN-VITA nel villaggio.

Il secondo “forage”, situato su una collinetta a 800 m dall villaggio, ha la pompa funzionante ma la portata è limitata. E’ meta, anche notturna, del pellegrinaggio delle donne e dei loro figli che trasportano l’acqua con i carretti. La situazione diventa davvero difficile e rasenta l’insostenibilità quando, in stagione secca è l’unico punto di rifornimento per i villaggi limitrofi e per le popolazioni nomadi (Fulbe e Mauri).

Dal 1989, anno in cui è stato scavato questo “forage”, la portata dell’acqua si è ridotta del 25%.

La scuola elementare di Zangarbalà, costruita in cemento, dispone di 3 grandi aule, una direzione/magazzino alimentare e 3 latrine. La scuola ospita circa 150 bambini, prevalentemente maschi, provenienti anche dai villaggi limitrofi.

Le famiglie non sono motivate a mandare i bambini a scuola, in particolar modo le femmine, poiché preferiscono utilizzarli per i lavori domestici, per il trasporto d’acqua e i lavori nei campi.